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  • Precisazioni agli associati sul F.I.R.

    Carissimi,
    per definitiva chiarezza, divulghiamo nuovamente una precisazione fatta in varie occasioni sulle domande di rimborso per il Fondo Indennizzo Risparmiatori (di seguito FIR):

    PER TUTTI:

    L’associazione “Noi che credevamo…” controlla gratuitamente, anche via email, i documenti FIR a tutti, associati e non associati: può dare qualche consiglio ma non professionale, e, soprattutto, NON compila NE’ presenta domande FIR per nessuno.

    PER I SOLI ASSOCIATI DI “NOI CHE CREDEVAMO”

    • Quelli che DESIDERANO AVVALERSI DI UN PROFESSIONISTA per compilare la domanda FIR possono rivolgersi ai professionisti che ci assistono da ormai 5 anni, a prezzi concordati.

    Ricordiamo a tutti che il tempo massimo per fare domanda sarà il 18 giugno.

    Cordiali saluti.
    Il Presidente Luigi Ugone e il direttivo.

  • E’ arrivato l’oste, facciamo i conti

    Le associazioni filo-europee ci chiedono in questi giorni di giustificare il nostro NO al Premier Conte dandoci la colpa di presunti 750 milioni spariti dal fondo per risparmiatori.
    Innanzitutto invitiamo a leggere meglio i documenti del DEF nei quali il miliardo e mezzo non è stato dimezzato, ma semplicemente diluito in più anni, diluito dall’ignoranza di chi accusa noi senza sapere… diluito dai continui SI di quelle associazioni di pavidi che hanno sempre dato il loro assenso a tutto e tutti.
    Ricordiamo a queste associazioni che NOI siamo stati quelli che hanno detto di NO alle imposizioni di Zonin, al piano industriale di Iorio, alla S.P.A., ai bilanci di Viola e al “libro dei sogni” del fondo Atlante. NOI abbiamo detto dei NO giustificati dai fatti e dalla storia. Se NOI siamo nella situazione odierna con le Banche Venete è dovuto ai SI incondizionati di queste associazioni che hanno sempre detto SI a Zonin, alla S.P.A., ai bilanci e al miserevole fondo Baretta.

    Noi più di chiunque altro avremmo diritto ad essere risarciti per i nostri NO costruttivi e alternativi che avrebbero salvato NOI, la nostra Banca la nostra gente la nostra storia.

    Oggi se c’è una norma che parla solo di un 30% e solo per alcuni soggetti, ciò è dovuto a chi ha incominciato una lotta senza armi né motivazioni dicendo SI sempre e senza mai giustificarli.
    Ognuno si assumerà le proprie colpe di fronte alla storia e molte sono già evidenti a tutti.

    La diluizione del miliardo e mezzo in così tanti anni è dovuto alla struttura della norma che loro lunedì 7/4/2019 hanno approvato a Palazzo Chigi che prevede arbitrati e tanti altri paletti, quella stessa norma che loro non hanno letto, ma hanno approvato a occhi chiusi e che NOI ci siamo semplicemente rifiutati di avvallare.

    NOI non abbiamo chiesto l’impossibile, chiediamo solo chiarezza. Perché la norma sia ferma oggi dopo i loro 15 SI, 2 ASTENUTI e 2 CONTRARI, non lo chiedano a NOI, ma lo chiedano a questi pusillanime.

    Ringraziamo invece le migliaia di piccoli azionisti che continuano a chiamarci e a darci solidarietà.

  • STANCHI DI AVERE RAGIONE E DI RIMANERE INASCOLTATI

    CassandraStanchi di avere nuovamente ragione, ci chiediamo quando questa cieca gestione che ci ha portati esattamente laddove noi non volevamo arrivare, prenderà atto della reale situazione dell’istituto, cercando le soluzioni più guste e meno convenienti, ma necessarie a risolvere quello che oggi si pronostica come una catastrofe.

    Tutto quello che l’istituto ha annunciato in questi giorni, dal negativo in bilancio, al taglio del personale, era già stato da noi da tempo segnalato. Un intervento tempestivo avrebbe evitato la gravissima situazione attuale.

    Abbiamo proposto, come tutti sanno, anche nelle assemblee, soluzioni alternative.

    Siamo stanchi di avere ragione.
    Siamo stanchi di rimanere inascoltati.

  • Comunicato stampa del 28/5/2016

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    Anche oggi l’Associazione “Noi che credevamo nella Banca Popolare di Vicenza” resta la più attiva e seguita poiché riesce a riempire il Palaferroli di San Bonifacio di quasi 1000 risparmiatori i quali hanno aderito in maniera massiccia e compatta alla sottoscrizione della lettera di dimissioni per Iorio e tutto il CdA (che vi inviamo in allegato) da inoltrare ad Atlante e al Presidente Dolcetta.

    Inoltre, continua l’azione di raccolta di doglianze degli azionisti con la raccolta delle “messe in mora” dell’istituto berico che ormai sono molte centinaia.

    Presenti alla riunione rappresentanti delegati ufficiali della Presidenza della Regione Veneto che confermano la disponibilità della Regione a velocizzare la procedura di assegnazione del fondo di € 300.000 stanziati, ma non ancora destinati, per i risparmiatori danneggiati.

  • C’è chi dice NO! LCA Veneto Banca

    C’È CHI DICE NO. LCA VENETO BANCA Oggi informazione molto importante riguardante la LCA di Veneto Banca e quella che riteniamo una mancanza di trasparenza. #veneto #banca #venetobanca #treviso #vicenza #noichecredevamo #luigiugone #mariozambon #lca

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